T o x i d r o m e
pattume non riciclabile   


14 maggio 2008

Che lipidine

Josè Gabriel Funes, direttore della Specola Vaticana, afferma che si può avere fede in Dio, nella creazione, e allo stesso tempo credere agli extraterrestri. Bisogna vedere se poi gli extraterrestri credono a Dio e a Funes. Mia zia Beppa dice che non si può credere agli extraterrestri se questi non credono in Dio. Dice che se non credono in Dio significa che credono nella Distruzione. Le ho risposto che forse quello che noi chiamiamo Creazione è in realtà un processo di distruzione universale. Inizialmente era tutto solido, compatto e immobile. C'è stata l'esplosione e quel tutto solido ha preso ad espandersi. Non siamo altro che detriti e riverbero di una detonazione, finché l'onda d'urto non si esaurisce e si ritorna allo stato iniziale. Non si è verificata nessuna cazzo di creazione. Mi son sentito dare del nichilista (?!) per questo, del maleducato e dell'extraterrestre. Così mi sono recato da McDonald spinto dal sogno della scorsa notta dove mi trovavo da McDonald e la commessa gridava "Che lipidine, puttana la miseria!" e tutti gli avventori si scioglievano in una colata adiposa, il locale si trasformava in un cratere vulcanico, ho visto l'Etna dal mare che eruttava rotoli di lardo, succede solo da McDonald, comunque ci sono andato sul serio e ho riempito un secchio di hamburger. Sono andato fuori città, là dove masticano i bovini. Ho rovesciato il secchio davanti a una mucca e questa si è messa a divorare il cumulo di carne e dopo ne cercava ancora nel secchio vuoto e mi guardava interdetta. E io che le credevo erbivore.
Mi stanno simpatiche le mucche.

Cliccando questo link è possibile ascoltare mia zia Beppa mentre si fa la barba alle sei di mattina.



13 maggio 2008

Pio Pio

Ieri sera nella cripta dove è esposta la salma di Padre Pio si è sentito suonare un cellulare. Solo dopo alcune ore si è capito che il cellulare era nascosto all'interno del corpo di Pio. Un veterinario si è prodigato nell'estrazione del cellulare da via rettale. Ha composto il numero della chiamata persa ed è lì che il mio cellulare ha squillato. E' successo questa notte. La devo smettere di fare scherzi al telefono componendo numeri di cellulare a caso.

Questa mattina un uomo è andato insieme ad altre decine di milioni di cazzeggiatori alla cripta nel santuario dove è esposta la salma di Pio. Si è avvicinato alla salma e quando ha alzato il braccio destro tutti credevano volesse mandare un saluto fascista a Pio. Invece ha detto Alzati e cammina. Nessuna reazione da Pio. L'uomo ha estratto una pistola e l'ha puntata alla tempia sinistra di Pio. Intanto centinaia di migliaia di sbrirri si erano raccolti nella cripta con la pistola puntata contro l'uomo. All'improvviso Pio ha aperto gli occhi e si è messo a sedere. Gli sbirri morivano dalla voglia di sparare ma non sapevano decidere a chi. L'uomo ha obbligato Pio a fare la spesa presso il punto A&O più vicino. Si è fatto consegnare la borsa ma appena è scattato per fuggire è stato trapassato da milioni di pallottole. Anche Pio data l'estrema vicinanza ha subito collateralmente lo stesso trattamento, ma a differenza dell'uomo Pio è rimasto in piedi come se niente fosse. L'hanno riaccompagnato alla cripta dove è stato gentilmente invitato a coricarsi. Il primario del santuario ha letto la cartella clinica. Ha dichiarato ai giornalisti che Pio ne avrà ancora per un paio di mesi, dopo i quali verrà concesso l'espianto degli organi, ma solo a scopo decorativo casalingo.



12 maggio 2008

Rutti e fulmini

Lei è in taverna che stira quando sente dei rutti provenire dal piano di sopra. Quel porco di suo marito, senza ritegno. Dopo mezzo minuto altri rutti, poi ancora a intervalli di qualche secondo l'uno dall'altro. Irritata sale le scale e va in mansarda per chiedere clemenza. Trova figlio e marito affacciati all'abbaino. Fuori c'è il temporale. Si vede il flash di un lampo e subito dopo un rutto assordante.
"Cosa succede?", domanda lei.
"Mamma, il cielo sta ruttando!"
Le nuvole scaricano una chioma di fulmini all'orizzonte. Un concerto di rutti si espande lento nell'atmosfera e si completa piano.
"Pazzesco, sono identici ai rutti che fa tuo padre!"
Lei guarda suo marito. Suo marito sta piangendo. Cadono le prima gocce di pioggia. Ben presto arriva giù a secchiate. E' Coca Cola.
Mentre si consuma l'inferno spunta dalle nuvole il Signore. E' imponente. Ritto in piedi sulla terra la sua testa sfiora i nuvoloni. Beve un sorso di qualcosa da un autobotte che tiene nella mano destra. Lo spostamento dell'epiglottide per la deglutizione provoca una scintilla che infuoca per un istante la coltre di nubi. Spalanca la bocca ed emana un profondo rutto che si dilata per le valli circostanti. Cammina piano davanti a sè, ma inciampa su un campanile, cade, nello schianto distrugge un quartiere. Resta immobile. La pioggia termina. Si apre una lama di sole fra le nuvole. La popolazione si rovescia sulle strade. Entrano nel corpo del Signore passando dalle sue cavità per dare inizio al processo di decomposizione. Rotolano come vermi pallidi sulla carne ancora fresca. Il Signore ha un sussulto, un'altra scintilla. Si chiude la fetta di cielo sereno. Torna la pioggia. I cittadini in orgia nel suo corpo vengono espulsi attraverso un rutto esplosivo, proiettati in aria per decine di metri cadono al suolo e sui tetti come pacchi di provviste per chi è rimasto giù a guardare. Il Signore si mette a sedere e sghignazza. Guarda intorno a sè il centro abitato senza guardare nulla di particolare.
"Credevate vero? Ma vaffanculo!".
Il bambino che guarda dall'abbaino resta traumatizzato per tutta la vita. Per qualche mese gioca con il flash fotografico del padre ruttando subito dopo averlo fatto scattare, anche a tavola. Durante l'adolescenza entra a far parte di un gruppo attivo nel pestaggio di strada. Armati di spranghe e catene vanno in giro per il paese a pestare con gli anfibi militari tutte le cacche di cane che incontrano per terra. Spranghe e catene servono solo a fare scena. All'età di 25 anni ucciderà i suoi genitori e la sorellina. Dopo tre anni di isolamento in cella otterrà la libertà vigilata durante la quale sarà ingaggiato per girare un'interpretazione porno della bibbia dove lui è il protagonista, sotto pseudonimo, e nessuno potrà riconoscerlo perchè tanto non verrà mai ripreso in faccia. A 32 anni scriverà un libro sulla sua vita. Muore d'inedia a 35 anni dopo tre settimane passate chiuso a chiave nella sua camera da letto contando a mente tutti i numeri da 0 a infinito.
Secondo gli investigatori il numero "75410563003302119495543371009" trovato scritto con lo sporco del suo dito indice sinistro sullo specchio è l'ultimo numero a cui è arrivato prima di morire. Nasceranno oscure sette attorno alla credenza che quel numero rappresentì la quantità di volte in cui si verificherà un evento sconosciuto, oltre quella quantità è la fine del mondo. Un paio di sette azzarderanno che si tratta del numero di secondi a partire da un certo momento, senza essere in grado di risalire al momento di partenza. Qualcuno suggerirà che è l'ultimo numero oltre il quale il cervello umano non è in grado di contare.

Comunque nel settembre dell'anno 2111 arriverà dallo spazio una gigantesca astronave a forma di Elvis Presley obeso. Rilascerà intorno al pianeta Terra una cartina geografica della Terra stessa in scala 1:1. La cartina aderirà perfettamente alla crosta terrestre disintegrando persone cose, animali e idee. L'astronave sgancerà un meteorite infettato con lo sperma di Elvis Presley allo scopo di colonizzare il pianeta, e poi via verso altri sistemi solari. Questo astuto meccanismo di fecondazione sarà pensato proprio da Elvis nel suo studio all'interno dell'astronave, e unico abitante, tra l'altro. Elvis però ignorerà che gli spermatozoi una volta a contatto con l'acqua o superfici minerali, vegetali o animali, dopo un po' muoiono senza capire dove andare.
E' un dettaglio che sfugge molto spesso anche a me.



11 maggio 2008

L'ombra

L'ombra è un animale dotato di una notevole agilità e versatilità, che contribuiscono alla sua facile convivenza con l'uomo e che la rendono una buona compagna e un aiuto prezioso in molte situazioni sul lavoro oltre che un'amica sempre pronta ad accorrere in aiuto del suo padrone.

Le famiglie italiane che possiedono un'ombra sono circa 7 milioni.

Evolutivamente, si è ritenuto (a partire dagli studi di Konrad Lorenz) che l'ombra potesse discendere dalle pozzanghere o dagli sputi per terra, o da entrambi, che avrebbero dato origine a varietà primitive diverse, dalle quali sarebbero derivate le molteplici forme attuali. I più recenti studi basati sul catrame, supportati dagli approfondimenti paleontologici, hanno portato a ritenere valido il riconoscimento dello sputo grigio come progenitore dell'ombra domestica.

Ancora incerte sono le ipotesi sul processo di addomesticazione. Una delle ipotesi più accreditate è quella dei coniugi Ray e Lorna Coppinger, biologi, che propongono la teoria di un "addomesticamento naturale" della pozzanghera, una selezione naturale di soggetti meno abili nel pedinamento, ma al contempo meno timorosi nei confronti dell'uomo, che avrebbero cominciato a seguire i primi gruppi di vagabondi, nutrendosi dei resti dei loro pasti, ma fornendo inconsapevolmente un prezioso servizio di "sentinelle", stabilendosi in seguito nei pressi dei primi insediamenti, e dando il via ad una sorprendente coabitazione tra pozzanghere, sputi e uomo, con reciproci vantaggi. Alcune di queste "ombre selvatiche" sarebbero poi state avvicinate ed adottate nella comunità umana ("ombre pariah" che si trovano ancora oggi in alcune società, ombre "di tutto il villaggio", tollerate per il loro ruolo di spazzine e di predatrici di piccoli quadretti di sole), dando il via ad un perfetto esempio di coevoluzione. Quasi certamente, come dimostrato anche dagli studi di Dimitri Belayev, la naturale selezione basata sulle attitudini caratteriali all'addomesticamento ha provocato la comparsa di mutamenti fisici (dalla riduzione dell'ombra del volume cranico, all'accorciamento dell'ombra delle gambe).

Nei siti archeologici più antichi, numerosi sono i ritrovamenti di resti di ombre (che pure testimoniano le prime differenze dallo sputo), anche se recanti per lo più evidenti segni di macellazione. La prima testimonianza di un legame nuovo, più profondo, tra uomo e ombra, lo troviamo nella cultura natufiana, risalente a 12000 anni fa, in una tomba che conserva i resti di un uomo anziano che appoggia la testa ed una mano sulla propria ombra.

Nel tempo, l'uomo ha selezionato molte varietà di ombre, per avere un aiuto nelle sue molte attività: esistono quindi oggi ombre da pastore, da caccia, da guardia, da compagnia, da corsa, del capo e altre ancora.



.