T o x i d r o m e
pattume non riciclabile   


27 agosto 2007

Ad ogni modo il fabbro è uno psicopatico

Tutti hanno un fabbro di famiglia. Così come per il medico di famiglia è necessario avere una propria tessera sanitaria, per usufruire dei servigi del fabbro di famiglia bisogna adoperarsi di una tessera metallurgica.

Tempo fa è venuto il fabbro a casa mia perché la porta d'ingresso non si apriva più. E' una di quelle porte senza maniglia, che si apre girando la chiave per forza. Il problema è che il fabbro l'ha riparata sostituendo la serratura dall'interno, dopo aver dimenticato le chiavi fuori, chiuse in macchina. La finestra al piano terra ha le inferriate, quindi siamo rimasti chiusi dentro e abbiamo chiamato i pompieri.

Nell'attesa, per ammazzare il tempo ho messo l'orologio nell'acqua bollente. L'orologio è esploso, ma il tempo ha continuato a passare inesorabile. Ci sono diventati grigi i capelli e il fabbro dice di avvertire un forte dolore alla prostata. Non credo che il dolore sia causato dall'ingrigimento dei capelli, è più probabile il contrario, ma non si spiegherebbe nel mio caso, non ho dolori particolari. A parte il mal di testa perenne causato dalla normale crescita dei capelli.

Qualche giorno fa il fabbro ha tentato di ammazzare lo spazio. Ha messo sul fuoco la pentola vuota e ha aspettato. Dopo un po' la pentola è saltata, percorrendo tutto l'appartamento. Secondo lui si è scottata, anche perché risulta ustionata sul fondo. Dice che ha perso i superpoteri. Secondo la sua teoria, tutti gli oggetti di uso comune in cucina sono provvisti di poteri che permettono loro di interagire con altri oggetti e sostanze in modalità che per gli esseri umani sarebbero impossibili da tollerare. Nel momento in cui li perdono diventano comuni mortali. Alla mia domanda "come mai li perdono?" non ha risposto. E' rimasto immobile, lasciandosi colare un filo di bava dalla bocca. Ho preferito non tornare mai più sull'argomento.

Dopo un po' ho deciso di richiamare i pompieri. Ha risposto il padre, dicendo che i figli erano a lavoro. Così lei è il padre dei pompieri? ho chiesto. Sì, ha risposto. Ho attaccato. Ho richiamato, mi ha risposto la stessa voce e ho riattaccato.

Proprio ieri ho rischiato grosso. Stavo cercando di aprire una scatola di tonno quando la levetta si è staccata, rimanendomi tra le dita. Ho tentato di aprire la scatola con l'apriscatole, ma questi si è voltato di scatto mordendomi. Poi si è dimenato mezz'ora sul tavolo, finché non si è fermato, esausto. Lì l'ho preso e annegato nel cesso. Fortunatamente non mi aveva ferito in profondità, limitandosi allo spappolamento del pollice. Il fabbro dice che perdendo i poteri, anche l'apriscatole è suscettibile al dolore e ricorre all'autodifesa.

Questa mattina volevo farmi un bagno, ma il tappo della vasca era sparito.
Ho chiesto lumi al fabbro.
"Me lo sono infilato su per il culo", ha risposto.
"Veramente?"
Mi ha fatto vedere, era vero.
"E' perché?"
"Non lo so, così"


txdrm txdrm



26 agosto 2007

Affanculo moglie e figli

Visto che oggi era una bella domenica di sole ho portato mia moglie e la bambina a Mirabilandia. Siamo andati subito verso le montagne russe. Loro sono salite, io son rimasto giù perché lì sopra mi viene la tachicardia e vomito tutto. Mentre erano lì che giravano sono andato a comprare le patatine. Mentre pagavo guardavo il treno sfrecciare sulle montagne russe. Tutt'a un tratto vedo mia moglie e la bambina schizzare via dal treno, percorrere tutto l'arco del cielo e atterrare in mezzo a un prato. La gente si è messa a correre in direzione del prato. Ho cominciato a camminare verso l'uscita facendo finta di niente, con le mie patatine in mano.

txdrm txdrm



19 agosto 2007

Poco male

Domenica mattina vado in chiesa a Imola per rubare due chilogrammi di ostie dalla giacca del prete. All'uscita un chierichetto appostato sul campanile mi vede e lancia il batacchio risolutore. Colpisce il sacchetto di ostie che si sparpagliano tutte sul prato. Poco male, le ostie sono dio degradabili. Il chierichetto mi guarda dai suoi trenta metri d'altezza gridando "chiamami Newton".
Niente popcorn quindi, guardo ugualmente il film Elephant Man di Lynch al contrario e scopro che si rivela Dumbo di Walt Disney. Poco male, la polizia sbatte giù la porta e mi accusa di uso improprio del proprio film. Poco male, decido di darmi alla macchia, magari aprendo una lavanderia, e dunque mi lancio dalla finestra del settimo piano. Poco male, il mio futuro rimane incastrato alla finestra.
"Mamma quell'uomo ha la testa smontata", dice un bambino da passeggio insieme alla mamma. Cerco di rivelare che non sono mai stato un uomo. Mi accorgo in tempo che le labbra sono scaraventate alcuni metri più in là, davanti all'entrata del negozio di uccelli. Poco male, le parole senza labbra sarebbero uscite a temperature incompatibili con i padiglioni auricolari dei bambini. Mi sborro fuori dal mio corpo ed entro nel negozio. Ci sono solo gabbie con dentro pappagalli ospedalieri.
"Non parla il pappagallo ospedaliero", dice Niobe la commessa.
"Nemmeno se provi a insegnarglielo?"
"Nemmeno se provi a insegnarglielo"
Poco male, si tratta solo di un punto di domanda.


txdrm txdrm



17 agosto 2007

Parcheggiato macchina in piscina

La prima cosa che ho fatto quando ho aperto gli occhi è stata afferrare il pacchetto di sigarette. Ho estratto una sigaretta, l'ho accesa e ho cominciato a tirare. Senza una ragione apparente, ho impiegato ventisette minuti per spegnerla, schiacciandola spasmodicamente sul posacenere per terra, ai piedi del divano. Senza ragione apparente ripenso al sogno fatto poco prima: un autobus di linea sbanda e sbatte contro il muro di un edificio. Il muro crolla, l'autobus entra nell'edificio. Altri veicoli lo seguono, macchine, camion, altri autobus. Si ammucchiano tutti dove prima c'era un appartamento ben arredato. Attorno a me qualcuno pronuncia un "no" di disperazione. Senza una ragione apparente entro nella mia auto e mi lancio a folle velocità contro l'orgia di lamiere. Il sogno si ferma prima dell'impatto, apro gli occhi. Fumo una sigaretta, impiego ventisette minuti per spegnerla nel posacenere per terra ai piedi del divano. Ripenso al sogno fatto poco prima: un autobus di linea si schianta contro un muro di linea. Senza una ragione apparente lo seguono tutti gli altri veicoli della città. Buttano giù un edificio a suon di impatti. Partono i "no" di disperazione dalle bocche circostanti. Senza una ragione apparente entro nella mia auto e mi lancio verso l'orgia di lamiere. Prima dell'impatto mi sveglio. Con la mano tremante, ma immemore del sogno appena fatto, accendo una sigaretta. Impiego ventisette minuti per spegnerla nel posacenere per terra ai piedi del divano. L'istante prima dello schianto si ripresenta nitido. Ripercorro all'indietro gli istanti precedenti, fino all'autobus di linea che si schianta contro un muro, sventrando un edificio. Altri veicoli lo imitano, creando un falò di ferraglia sudata e fumante. Attorno a me partono alcuni "no" di sorpresa o disperazione. Entro in macchina, l'accendo e mi lancio contro l'orgia di lamiere.
Prima dell'impatto mi sveglio.
In concomitanza con l'apertura degli occhi sento il rumore di un tuffo in piscina. Prendo una sigaretta, l'accendo e mi alzo in piedi. Il divano è lo stesso di ieri sera, nel giardino, nello stesso ristorante di ieri sera. Sono da solo e gli uccellini cantano. C'è una piscina, l'acqua è in subbuglio, nella piscina c'è una macchina. Un uomo esce dall'auto passando dal finestrino e si tuffa da un'altezza di dieci centrimetri. Riesce a non rovesciare il whiskey nella bottiglia che ha nella mano sinistra, ma non riesce a raggiungere il bordo della piscina, distante meno di mezzo di metro dal finestrino. Apre la bocca per una sorsata dalla bottiglia. L'acqua gli invade la bocca. Si piega sottosopra lasciando fuori dall'acqua soltanto le gambe. Mi avvicino al posacenere per spegnere la sigaretta, guardo che ora è. Ventisette minuti dopo la sua testa torna in superficie al posto delle gambe. La bottiglia galleggia qualche metro più in là.
Una testa di donna spunta dalla strada oltre la siepe.
"Tutto bene qua?"
"Tutto bene signora"



.