T o x i d r o m e
pattume non riciclabile   


28 giugno 2006

Conversione

Tempo fa mi sono fermato per far benzina e stavo morendo di sete.
La gente muore di fame o di sete in continuazione. L'allarme è tenuto in letargo grazie a un continuo intervento materiale. La condizione di normalità è data da questo intervento continuo che appunto rende l'idea di normalità. La realtà è che siamo in fin di vita perenne. Ingurgitiamo qualsiasi cosa per allontanare nel futuro il momento in cui c'è da dire ciao, finché il meccanismo non scoppia dopo qualche decennio se tutto va bene.
Vabbè, mentre riempivo la borraccia alla macchina mi viene lo schizzo di infilarmi la pompa in bocca. Ingoio gli ultimi euro di benzina, ripongo la pompa felice e torno a casa.
Al mattino mi sveglio, mi vesto subito, senza pensarci esco di casa, a piedi mi dirigo verso il distributore. Il benzinaio incrocia i miei occhi, gli dico dieci euro di benzina, lui mi domanda quale macchina scusi? Gli metto dieci euro in mano, prelevo la pompa e mi sparo la benzina in bocca. Il benzinaio cerca di levarmela, non ci riesce e mi salta addosso. Un attimo prima di cadere a terra mi cade l'occhio sul display del distributore: sono riuscito a ingoiare quattro euro e venti di carburante. Sono disteso per terra, il benzinaio è corso a mettere a posto la pompa, sto per rialzarmi e lui è già tornato indietro dicendomi che cazzo fai e chiedendo se sto bene.
sto bene, testa di minchia, sto bene.
per non avere ulteriori disguidi con benzinai e gente affine ho preso l'abitudine di rifornire di benzina l'automobile e non me. per non morire di sete infilo un cannuccione nel bocchettone e tiro qualche sorsata, possibilmente quando sono da solo. dopo tutto un mucchio di umanità fa la stessa cosa con l'acqua in bottiglia, con la cocacola, con la neve, ma che cazzo volete.
da un po' di tempo a questa parte sto accorgendomi che al risveglio la mattina mi metto a scoreggiare un rumore molto simile a quello di accensione di un motore fiat, se non uguale. la gente in treno si volta nella mia direzione attirata dal pistonamento perenne emesso dal mio apparato digestivo.
ieri sera ho provato a bere l'acqua del rubinetto e quasi schiantavo per terra arrotolato nell'avvelenamento.
non c'è nient'altro da dire.



16 giugno 2006

Quel fottuto discolo di mio padre

Questa mattina ho dovuto accompagnare mio padre al cospetto del suo capo direttamente. Quando da bambino era lui ad accompagnarmi dal preside se il giorno prima facevo cadere i banchi di scuola dalla finestra, pensavo che mi sarei rotto i coglioni perché il loro incontro sarebbe scaduto in un'amabile chiacchierata tra adulti, e via di cazzate a proposito di automobili, tasse e burocrazia scolastica.
No.
Ieri mio padre si è messo a sputare dalla finestra del quinto piano agli impiegati del balcone sottostante, mentre fumavano la pipa. Penso lo facesse così per ridere, anche io lo avrei fatto, ridendo con lui. In qualche modo, e non mi spiego come, il suo capo è venuto a scoprirlo. Gli ha messo una nota sul curriculum vitae e lo ha spedito a casa. Prima che mio padre entrasse in casa, mia madre sapeva già tutto, e non mi spiego come.
A cena è stata molto dura con lui. Lo ha sgridato davanti ai figli e gli ha rovesciato la pasta e fagioli sui pantaloni. Mio padre si è messo a piangere ed è corso in camera sua chiudendosi a chiave, e ha messo i Pantera al Massimo Volume.
La lacuna materiale che mi fa tribolare ogni secondo da parecchie ore di veglia è che in camera sua non c'è nessun emettitore di musica, stereo o casse al pc che siano. E' per questo che in ufficio ho avuto un attacco di diarrea. In ufficio proprio.
La cosa che più mi ha fatto specie è stata la manifestazione orale del suo capo. Per un'ora ha raccontato il fatto, ripetendo la stessa vicenda più volte, colorandola di dettagli nuovi ogni volta, come il tabacco usato nelle pipe o la superficie dei balconi. La predica si è chiusa con "quel fottuto discolo di tuo padre". Subito dopo la predica mio padre è andato nel suo ufficio. Mentre attraversava la porta (anche perché non la apre mai per passare) gli dicevo calmo "poi ne riparliamo". Io il suo capo abbiamo continuato a discorrere, a proposito di automobili, tasse e burocrazia scolastica.
Le mie argomentazioni devo essergli piaciute tanto, visto che prima di salutarci mi ha passato il numero di cellulare di sua moglie.



14 giugno 2006

La paura dello schianto

In metropolitana non aspetto mai il treno sul ciglio del marciapiede. Ho paura che uno squilibrato possa spingermi sui binari e farmi impattare con la locomotiva. Così mi metto sempre dietro a tutti, appiccicato al muro. Chissà se quelli che aspettano davanti hanno paura di essere spinti.
Questa mattina ho spinto una signora contro i binari e ci è caduta sopra orizzontale. Tutti i presenti si son messi a ridere. Non passava nessun treno, il segnale indicava due minuti di attesa. Forse per questo che ridevano, non so. Da un certo punto di vista è successa una cosa analoga qualche giorno fa in autostrada: sulle corsie dall'altra parte era tutto bloccato per un incidente molto stravagante. A quanto pare dei corpi giacevano schiacciati sotto alcune auto accartocciate con dentro altri corpi. C'era tutto il porcodio di ambulanze, polizia e testimoni. Anche dalla mia parte era tutto bloccato, e solo perché la gente si fermava e scendeva dalle auto per guardare. Tutti arrapati, troppo reale per essere uno show, eh? Volevo prenderne due o tre, a campione, e riempirli di sberle.
Tornando a questa mattina, intorno alla signora c'erano i pezzi che aveva perso nella caduta: una scarpa con tacco, una confezione di fazzoletti e la borsa. Si è alzata senza badare ai suoi pezzi e si è lanciata verso di me accusandomi di essere un pazzo. Si guardava intorno sicura che avrebbe trovato complicità e non la smetteva più di blaterare cazzate; i presenti non la smettevano più di fissare immoti, la telecamera non la smetteva più di riprenderci. L'ho spinta di nuovo contro i binari, senza fare caso al fatto che arrivasse il treno. Non ha fatto in tempo a rialzarsi.
Il treno si è fermato, son salito, il treno è ripartito.



07 giugno 2006

Movimenti tettonici

Svegliarsi male e presto è molto sconveniente, e per un motivo ben preciso.
Con il passare delle mattine la faccia ne esce distorta, come sacrificata.
Il processo è stato così lento e graduale che me ne sono accorto all'improvviso qualche mattina fa, guardando allo specchio il sensibile cambiamento.
Il primo dettaglio che ho notato è stato l'occhio sinistro: è di un paio di centimetri più in basso. Il naso è piegato verso destra, la bocca è ruotata di una quindicina di gradi. Le orecchie è come se cercassero di scappare dalla faccia, cercando rifugio verso la nuca.
Non mi sembra che questa nuova disposizione dia nell'occhio a qualcuno, la vedo solo io nello specchio. E' possibile che agli occhi altrui non sia rilevante, o rilevabile. Allora quante, delle persone che vedo in circolazione, hanno allo specchio le mie stesse impressioni? Quante si svegliano presto e male? Fino a che punto può arrivare il processo di trasformazione?
E' come se tutti gli elementi della faccia si spostassero verso il centro, ruotando come una galassia circolare. Mi viene in mente l'insalata russa.
Dovrei intervistare qualcuno e chiedergli cosa vede quando si guarda allo specchio. Una domanda così non la faccio da anni, e solo una volta l'ho posta ad un amico. Mi ha risposto che non vede niente.
Mi vergogno a chiedere cose così.



06 giugno 2006

La fine del mondo

Questa mattina è arrivata la fine del mondo.
Il nastro della cassetta è giunto alla fine. Forse, se all'inizio avessero pensato (non so chi) a un supporto più avanzato per la registrazione del mondo, avremmo potuto saltare in un alto momento della storia totale, rimescolare gli eventi e le cose, per creare ogni volta un flusso in divenire diverso. Probabilmente all'epoca la tecnologia non poteva offrire granché.
Ci ritroviamo alla fine del nastro, e la fine del mondo è che non abbiamo più niente da fare.
I fatti non vogliono accadere, le giornate non vogliono passare.
Guardiamo di fronte a noi senza vedere nulla. La realtà visibile appare ora un quadro astratto incomprensibile, impossibile da interpretare. Non parliamo, non possiamo gesticolare. Restiamo imbambolati nel nulla che accade, nell'aria senza vento, di fianco ai cartelli stradali che non vogliono arrugginire, nel silenzio dei fiumi che non vogliono scorrere. Colonne di auto dormono sulle autostrade, gli oceani non rilasciano onde di cordoglio.
I nostri amici galattici approfittano dell'assoluta vulnerabilità per atterrare sulla Terra.

Smagnetizzano il nastro.
E' un inconsapeole svenire, senza nausea di preavviso.
La fine del mondo.
Ma vaffanculo và.



06 giugno 2006

Diffidate

- Diffidate da chi si presenta a dieci persone tutte vicine dicendo a ciascuna il proprio nome.
- Diffidate da chi vi stringe la mano allargando le narici.
- Diffidate da chi cammina schioccando le dita in continuazione.
- Diffidate da chi assomiglia troppo a Richie Cunningham.
- Diffidate di chi, aprendo le fauci per ridere, mostra fili di saliva che collegano la fila dentale superiore con quella superiore.
- Diffidate di chi continua a ridere ininterrottamente per più di venti minuti dopo la fine di una barzelletta.
- Diffidate di chi usa espressioni tipo "vado in laboratorio", "andiamo a riparare la lampada", "vado ad assistere il parto della giumenta", "G8", per dire che si va al gabinetto.
- Diffidate di chi non dice proprio nulla.
- Diffidate di quegli uomini che accavallano le gambe tenendosi le palle.
- Diffidate anche delle donne, se fanno la stessa cosa.
- Diffidate di quelle persone che accavallano le gambe facendo cadere un vaso o colpendo gravemente un bambino nelle vicinanze.
- Diffidate di chi continua a spingersi avanti e indietro sulla sedia per un quarto d'ora per poter trovare la giusta distanza tra la sedia e il tavolo.
- Diffidate di chi avvicina il tavolo invece della sedia.
- Diffidate di chi lascia una sfumatura marrone sul vetro della finestra dopo che ci ha alitato sopra per cinque minuti.
- Diffidate di vostra moglie/marito/convivente se osserva il cortile di casa vostra e dice tutto serio "il nostro ground zero".
- Diffidate di chi guarda da una finestra, con le imposte chiuse.
- Diffidate di chi deve sollevare con le mani l'acceleratore per mollarlo.
- Diffidate dei conducenti che non guardano se i trasportati hanno la cintura di sicurezza.
- Diffidate di chi fa accordi con autisti di cisterne per fare il pieno in movimento su un'autostrada.
- Diffidate di chi, in automobile, parla ad un microfono collegato all'impianto stereo.
- Diffidate di chi inserisce la parola "rabarbaro" a caso durante una chiacchierata.
- Diffidate di chi risponde alle vostre domande prima ancora che voi le abbiate poste.
- Diffidate di chi, mentre parla con voi, si infila un dito in bocca e si stacca un pezzo di mucosa interna alla guancia.
- Diffidate di chi, mentre parla con voi, vi sputa sul petto una pallina da golf.
- Diffidate di chi parla registrando su un walkman tutto quello che dice.
- Diffidate di chi parla registrando su un walkman tutto quello che dite voi.
- Diffidate di chi chiacchiera tenendosi una bibbia al petto.
- Diffidate di chi vi ascolta parlare tenendo in mano una campanella.
- Diffidate di chi fissa per tutto il viaggio in treno il bracciolo del sedile e lo accarezza e gli fa il solletico.
- Diffidate di chi critica il tragitto del macchinista.
- Diffidate di chi all'improvviso dice a tutto lo scompartimento che da giovane era un missionario con i capelli lunghi.
- Diffidate di chi tira su di coca di fronte a voi.
- Diffidate di chi spara al controllore appena gli chiede il biglietto.
- Diffidate dei controllori che vi chiedono patente e libretto.
- Diffidate dei passeggeri che vorrebbero vedere il vostro biglietto.
- Diffidate di chi parla per più di venti secondi della licenza di Microsoft Office.
- Diffidate di quei passeggeri le cui borse esplodono appena cadono per terra.
- Diffidate del vostro vicino di sedile se tutto eccitato vi mostra una barra di uranio nella carta stagnola.
- Diffidate di quelle signore cinquantenni che aprendo la borsetta per prendere il biglietto lasciano cadere a terra un riccio morto.
- Diffidate delle amiche di mamma che fanno la marmellata in casa se nella confettura trovate un bulbo oculare (a me è succes
so).



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